La ricetta tradizionale dei taralli pugliesi (quella vera)


La ricetta tradizionale dei taralli pugliesi (quella vera)

Vi abbiamo già raccontato nel nostro portale che i taralli pugliesi sono come i pugliesi. Naturali, orientati all’ospitalità, pronti a sorridere anche su sé stessi. Per questo i pugliesi sanno come farli. Ma c’è un’altra grande verità. Che i taralli pugliesi sono tanti, così come la Puglia è lunga (e tutta bella).

Taralli classici, taralli al vino bianco, taralli salati, taralli friabili, taralli fatti a mano e fatti in casa, taralli bolliti e senza bollitura, taralli dolci e senza vino. E non allunghiamo la lista a taralli integrali, taralli speziati con la cipolla, il finocchio e la pizzaiola, taralli pugliesi multicereali e tarallini.

La Puglia è un intreccio di origini e adora la diversità. E così anche i taralli hanno rispettato la tradizione. Ma l’autentica ricetta della nonna ne prevede uno solo. Sono quelli originali, veri. Quelli più buoni e più amati dai pugliesi, nella loro versione salata. Fatti come in casa, perché i taralli pugliesi fino a mezzo secolo fa si facevano soprattutto in casa.

Farina bianca, olio extra vergine d’oliva, vino bianco, sale gli ingredienti principali.

Impastare la farina con olio e sale, unire il vino bianco e lavorare ancora, far riposare l’impasto per almeno 30 minuti, tagliarlo in filoncini della grandezza desiderata, chiudere gli stessi ad anello già nella dimensione giusta (si potrebbe scatenare una guerra civile sulla dimensione giusta), far riposare ancora, immergere gli anelli in acqua bollente salata, disporre il tutto su una teglia unta d’olio e cuocere in forno i passaggi da rispettare.

Ricordate di far raffreddare prima di mangiare o servire. Perché la tentazione di assaggiarli subito sarà difficile da sconfiggere.

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